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"Di Documenti" così perchè, oltre ad essere il contenitore di documenti di Teatro , è anche la somma di "schemi architettonici di teatro, dell "assistere", del "partecipare" e della "libera scelta". |
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"...Ma è nel Teatro di Documenti che l'utopia è destinata a compiere, in uno studio privato che è ormai anche un luogo pubblico, con l'acquisizione graduale di un sistema di grotte, l'una dentro nell'altra, l'una sopra l'altra, dove il bianco e l'ombra s'inseguono come in una lontana Cavalleria e tra botole, scale, fessure di comunicazione, punti di fuga che ossessionavano con Damiani i suoi spettatori si moltiplicarono assieme a più scene coesistenti per più spettacoli da rifrangere in un solo spettacolo, perché il visibile e l'invisibile, l'immagine e il suo fantasma, divengano complementari, giocando con le fonti inarrivabili e avvolgenti del suono. Un luogo della natura scavato in una costruzione del Seicento, ritrovando senza macchinerie le raffinatezze barocche, sopprimendo, assieme ogni divisione, la scena e la platea. Perché il Teatro di Documenti è a un tempo la realtà e il quadro in cui è dipinta.
Nel luogo dell'incantesimo, il costruttore di teatri infila lo spettatore per il quale aveva creato finora finti mondi veri, cioè l'attore che aveva finora manovrato dentro veri mondi finti; insomma l'uomo, personaggio tra le bianche pareti di uno spazio reale che è anche una scenografia permanente " |
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