Teatro di Documenti

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TEATRO DI DOCUMENTI - v. Nicola Zabaglia, 42 – Roma
tel.  328.8475891

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FESTA DELLA POESIA 2021

La seconda edizione del concorso Premio Poesia e Teatro indetto dal Teatro di Documenti ha raccolto l‘adesione di molti poeti, un numero doppio rispetto all‘anno scorso.
Forse il segnale che in questo anno difficile che ha messo tutti noi di fronte a una realtà lontanissima da qualsiasi fantastica previsione, l‘esigenza di consegnare alla parola poetica le nostre paure e speranze, si è fatta sentire con piú veemente intensità.
Il desiderio di comunicare, cioè di mettere in comune, i propri sentimenti e pensieri è un atto di coraggio, perché il poeta espone il sé stesso piú vero e per questo piú vulnerabile.
Ai poeti tutti, va dunque il nostro ringraziamento.
E vogliamo ringraziare i giurati che con passione e competenza hanno espresso i loro pareri.

Sul nostro sito potrete leggere subito le poesie vincitrici e segnalate, in attesa di proporvele nell‘interpretazione di artisti e attori.
Viva la Poesia!

Premio Poesia e Teatro 2021

3° PREMIO

27 gennaio. . . (Per non dimenticare)               Valerio Di Paolo


E ci guardano ancora
da vecchie foto in bianco e nero,
restano in piedi con le braccia lunghe
e toccano la terra con pigiami d‘insonnia.
Raccontano tra gli accapo del filo spinato
il silenzio di righe lunghe
e di come era troppo in alto il cielo.
Ora sono rimasti troppi chiodi piantati nella terra,
raccontano quello che non ha parole.

Sugli orizzonti paralleli del filo
non ci sono fughe, solo virgole di spine,
arrivi di vagoni piombati di silenzi
e l‘urlo taciuto nei camini.
Ora sopra la cenere sparsa sulla terra
ci sono troppi capelli bianchi a raccontare
quello che non ha parole.

Ma in molti infilano ancora guanti bianchi
hanno mani ben lavate e gli occhi vuoti,
mentre il ghigno dei caporali conserva ancora
il suono cupo del passo dell‘oca,
quaderni con righe parallele raccontano
di urla e di silenzi che saliranno ancora
da foto in bianco e nero.

Ora che il mare è asciutto,
su un Golgota di scarpe e di valige
resta scritto tutto quello che non ha parole.
Ora che tutto è spento
il caporale è fermo sull‘attenti
sotto una bandiera nera,
sotto un cielo che è rimasto sordo. . .

. . . e il mio cursore sullo schermo pulsa
come un cuore che non ha parole:
sono ancora troppi i silenzi da ascoltare.