Teatro di Documenti

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TEATRO DI DOCUMENTI - v. Nicola Zabaglia, 42 – Roma
tel.  328.8475891

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FESTA DELLA POESIA 2021

La seconda edizione del concorso Premio Poesia e Teatro indetto dal Teatro di Documenti ha raccolto l‘adesione di molti poeti, un numero doppio rispetto all‘anno scorso.
Forse il segnale che in questo anno difficile che ha messo tutti noi di fronte a una realtà lontanissima da qualsiasi fantastica previsione, l‘esigenza di consegnare alla parola poetica le nostre paure e speranze, si è fatta sentire con piú veemente intensità.
Il desiderio di comunicare, cioè di mettere in comune, i propri sentimenti e pensieri è un atto di coraggio, perché il poeta espone il sé stesso piú vero e per questo piú vulnerabile.
Ai poeti tutti, va dunque il nostro ringraziamento.
E vogliamo ringraziare i giurati che con passione e competenza hanno espresso i loro pareri.

Sul nostro sito potrete leggere subito le poesie vincitrici e segnalate, in attesa di proporvele nell‘interpretazione di artisti e attori.
Viva la Poesia!

Premio Poesia e Teatro 2021

3° PREMIO

Hikikomori               Loris John Fazio


Quant‘era caldo il sole? Io non ricordo.
È pallido il sole dietro una tenda – e fioco.
Sei ore sole sorge e poi collassa dietro i palazzi,
lì dove il giorno muore e zampilla sangue dorato.
Avvolto nel sudario viola della notte,
anche oggi mi sono sottratto al suo giudizio,
anche oggi la mia voce non mi ha fatto trasalire,
sono persino uscito dalla stanza per pranzare con i miei.
E arriva giugno  allora perchè questo groppo in gola?
Io non so che cosa sia questo profumo
di gelsomino che – subdolo – si insinua
dalla finestra socchiusa e mi accende
una dolcezza nello stomaco, nostalgia
della città oltre la porta, nostalgia
della mia città, che ronza oltre le mura,
nel presente remoto. Da un anno non vedo
le sue strade – perchè mi chiamano stasera?
C‘è un ritmo di festa che sale dal viale.
Mi ricordo la musica nelle vie del centro,
l‘odore di kebab nel dedalo la sera,
e lo sguardo di lei, sotto l‘ombrello quella volta
che pioveva, le sue pupille un‘eclissi di luna
sopra un pianeta di vortici blu.
Arriva giugno, spietato. E non sarà
come tre anni fa, quando correvamo in auto
e il vento ci spettinava, e le mattine al porto
guardavamo i gabbiani volteggiare sopra i silos
dipinti di murales. Lenta e implacabile l‘estate in casa.
L‘anima è un pesce rosso. Riempie il cielo
se il suo confine è la vastità; chiusa
in una boccia si contrae.
Senza accorgermene mi infilo le scarpe,
senza accorgermene apro la porta e resto
ad ascoltare la penombra che vibra di voci –
e dalle scale risale l‘eco stridula di una risata.
Il nodo in gola si stringe più forte – le mani tremano.
È tardi. Fuori non c‘è nulla per me.
Chiudo la porta, spengo le luci.
Forse tenteró domani.
Forse tenteró.