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TEATRO DI DOCUMENTI - v. Nicola Zabaglia, 42 – Roma
tel. 06.5744034 - 328.8475891

     


anima donna
dal 24 al 27 gennaio 2019
da martedí a sabato ore 20.45, domenica ore 18
IO,LA CREATURA, Mary Shelley
di e con Paola Tarantino.

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  Le ragazze dovevano essere gentili
  E obbedire alle regole.
  Le ragazze dovevano essere silenziose e ingoiare punizioni e dolore.
  Mi bandirono dalla società
  Perché amavo un uomo sposato.
  Gli amici mi oltraggiarono
  Mio padre mi cacciò di casa.
  Ma non mi nascosi.
  Non mi lasciai zittire.
  Lottai contro la crudeltà della natura umana.
  Scrivendo.

About Mary:
Quello che molti non sanno è che dietro la storia famosissima del Mostro c‘è la storia drammatica ed avvincente di una donna: adolescente incinta, rinnegata dal padre, scappata di casa, ha lasciato la sua famiglia a sedici anni: uno scandalo per i suoi tempi.
Per Mary il dolore per la perdita della figlia, morta poco dopo la nascita, e quella di sua madre la femminista rivoluzionaria Mary Wollstonecraft, morta mettendola alla luce, sono state riversate interamente nella scrittura del Frankenstein.
Mary si trova in villeggiatura sul Lago di Ginevra con Percey Shelly il suo futuro e amatissimo marito, Lord Byron, e William Polidori.
Era il 1816, l‘anno dell‘eruzione del vulcano Tambora in Indonesia, chiamato anche “anno senza estate” e questi giovani e promettenti artisti si trovano costretti a restare a lungo chiusi dentro le mura della villa in cui risiedono.
A causa della clausura forzata, s‘inventano il gioco di raccontarsi ogni giorno storie horror originali, fino ad arrivare alla gara di scrittura che vedrà nascere appunto per gioco la prima stesura del Frankenstein.
Il romanzo antesignano del genere gotico e della letteratura fantascientifica verrà poi pubblicato anonimo nel 1818, esattamente 200 anni fa. Mary Shelley, senza poterlo immaginare prima, potrà finalmente raccontarci i suoi peggiori incubi metamorfizzandoli nella Creatura, simbolo ancora oggi del diverso, del rifiutato, del non amato.
Figlia della mente brillante di una donna libera e coraggiosa la Creatura continua ancora oggi ad essere simbolo di un‘epoca (non troppo lontana dalla nostra) in cui la scienza e la manipolazione della vita venivano utilizzate dall‘uomo senza controllo e senza un‘etica che mettesse limite alla sperimentazione.
Non c‘era limite all‘impossibile, che si decidesse di ricreare la vita o addirittura di ridare la vita.
Da questo il sottotitolo Il Prometeo moderno.
Attraverso il viaggio tra le pieghe della vita vissuta e le pagine del suo Frankenstein nasce questo monologo in cui la donna Mary e la Creatura parlano con un‘unica voce, sono un‘unica presenza in scena, e mostrando i tagli, i segni, le cuciture di tutta una vita vissuta in nome dell‘amore romantico e della libertà, diventano simbolo di temi ancora irrisolti e irrisolvibili se non attraverso una vera e propria rivoluzione dell‘essere umano: il diverso, il mostro (dentro e fuori di noi), la manipolazione della vita e la paura della morte.

     Note dell‘autrice dell‘attrice e della regista
Donna, intellettuale radicale, scrittrice, moglie, figlia, madre appassionata, la sua vicenda ai più è passata inosservata per 200 anni, eppure la sua figura risulta ancora sconvolgente se si pensa che ha scritto il Frankenstein a soli 19 anni.
Mary ha avuto il coraggio di raccontare dei suoi incubi peggiori, cambiando per sempre le coordinate della letteratura mondiale, offrendo nuove strade, nuove visioni.
In scena, in un‘atmosfera notturna, Mary esplode in tutta la sua frustrazione.
Poiché donna è vista come diversa, come l‘ennesima strega che ha dato vita al maleficio.
Il suo intento sicuramente ha connotati pericolosi: voleva far specchiare il lettore nei suoi abissi piú profondi, indicare la strada per guarire dalla paura delle deformità interiori ed esteriori dell‘essere umano, lasciarsi la possibilità di tornare a sentimenti piú istintivi, come quelli di un bambino appena nato che teme sempre l‘abbandono.
Appassionata e indomita, Mary rivivrà tutte le tappe che l‘hanno condotta a ritrovare se stessa, la sua vera essenza, il suo talento e la sua creazione piú sconvolgente.
Lo spettatore ha la possibilità di intraprendere il viaggio alla scoperta della donna bambina e della sua Creatura.
Grazie a questo viaggio Mary si libera una volta per tutte dal velo che la separa dalla sua vera natura di artista, di donna, di esploratrice.
Un velo oggi divenuto simbolo, in alcune culture ancora imposto dalla cultura patriarcale, ma in cui anche la società piú civilizzata ancora oggi infila la testa alle donne fuori dagli schemi.

  “C‘è qualcosa nel mio animo che non riesco a conoscere.
  Sono un uomo pratico industrioso; un uomo che lavora, con perseveranza e fatica.
  Ma piú in fondo, c‘è questa spinta verso il meraviglioso, che si intreccia a ogni mio progetto e mi porta lontano,
  verso strade sconosciute agli uomini, verso il mare selvaggio e le terre inesplorate che sto per scoprire”.
                   Frankenstein

     Paola Tarantino


PAOLA TARANTINO, nel 1997 si trasferisce a Roma da Catanzaro e nel 2003 si laurea presso La Sapienza in Istituzioni di Regia con F. Marotti.
Nello stesso anno si diploma alla scuola di Teatro Circo a Vapore con Emmanuell Gallot-Lavallée.
Si specializza al Centro Teatrale Ateneo con E. Barba, J. Grotowski, F. Soleri, A. Karpov, A. Vasilief, e molti altri.
Studia canto con R. Misiti. Nel suo percorso d‘attrice incontra G. Sepe, V. Binasco, J. Malina, L. Kemp, B. Libonati, D. Manfredini, M. Bellocchio, S. De Santis, I. Cotroneo, R. Negri, L. Saraceni, P. Veneto.
Si esibisce in Paradise Now, Not in my Name, Loretta, Van Gogh La discesa infinita, Porta Chiusa, nei musical Chicago, Chorus Line, Il Mago di Oz.
Nel 2012 partecipa al film La Bella Addormentata, nel 2013 alla serie Diario di una mamma imperfetta, ultimamente al docufilm Imma e al film Corvus Corax.
Fonda il Piccolo Teatro Campo d‘Arte di Roma e insegna recitazione presso Accademia Civica di Catanzaro, Melody Music School, Harmony School, Istituto Italiano di Arte e danza.
Nel 2013 scrive il dittico A Mafia è Fimmina presentato al Teatro Valle Occupato.
Aiuto regista di S. Luglio, R. Negri e D. Tambasco.
Nel 2013 firma la sua prima regia Ciclopi–terra di nessuno, testo di Daniela Dellavalle e nel 2014 scrive Mind the gap di cui è anche regista.
Nel 2016 scrive il monologo Ti maledico, selezionato ai festival Urgenze e Ad Arte e il Sole a picco, Focus su due Elettre, progetto vincitore del bando regionale della Calabria e accolto dalla residenza Teatro del Carro di Badolato.
Nel 2017 il monologo Criscia e dorma tratto da A Mafia è Fimmina è stato selezionato per la rassegna Short Lab diretta da M. Bruno.
Attualmente è impegnata su un nuovo progetto su Mary Shelley e con un progetto su La voce umana di Cocteau tra prosa e lirica.

Biglietti
€ 10, tessera € 3

--> Orari
Da giovedý a sabato ore 20.45, domenica ore 18.

Info e prenotazioni
teatrodidocumenti@libero.it
tel 06.5744034, 06.5741622, 328.8475891

Il Teatro di Documenti si raggiunge con i seguenti mezzi pubblici
Treno: Stazione FS Ostiense, Stazione FS Lido
Metro: B Piramide
Bus: 3 - 23 - 30 - 75 - 83 - 170 - 280 - 716 - 718 - 719 - 781

     

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