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TEATRO DI DOCUMENTI - v. Nicola Zabaglia, 42 – Roma
tel. 06.5744034 - 328.8475891

     

neo classic
dal 13 al 18 novembre 2018
FIORE DI CACTUS
di Abe Burrows, da un testo di Barillet e Grédy.
Adattamento italiano di Tonino Pulci.
Regia di Rosario Tronnolone.
Costumi UkCharmVintage.
Luci di Luisa Monnet.
Con Stefano Licci, Paola Pulci, Alessandra Berton, Libero Bentivoglio, Gaetano Lizzio, Rosario Tronnolone.
Prod. Associazione Culturale Novantanove.

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     Note di Regia
Cactus Flower fu uno dei massimi successi degli anni ‘60 a Broadway.
Debuttó nel dicembre del 1965 e chiuse nel novembre del 1968 dopo 1234 repliche, e l‘anno successivo ne venne tratta una fortunatissima versione cinematografica.
In questa sofisticata commedia degli equivoci che si basa sulle complicazioni derivanti dalle bugie, è possibile individuare il bandolo che scioglierebbe l‘intricata matassa nella confessione della lampante veritą dell‘amore. Amore che, peraltro, è presentato all‘inizio in un‘accezione tragica: una giovane donna tenta il suicidio perché l‘uomo che ama è già sposato.
Non è vero, scopriremo in seguito, ma lungi dall‘essere risolutiva, questa bugia (o meglio, il tentativo di nasconderla) darà il via all‘intricata matassa di complicazioni a cui accennavamo prima.
Eppure ad entrambi basterebbe guardarsi intorno per scoprire che il vero amore è in realtà pił vicino di quanto pensino.
L‘amore è qui dunque analizzato nella sua forma piú complessa, il triangolo: un uomo ha paura di invecchiare e cerca, in una relazione non impegnativa
con una ragazza molto piú giovane di lui, l‘illusione di una eterna giovinezza; una donna coltiva un amore non corrisposto, accontentandosi della condivisione della quotidianità professionale di un uomo che, pur ritenendola indispensabile al suo lavoro, neanche si accorge di lei; una ragazza cerca in un uomo maturo una rassicurante figura paterna che non la inganni, ma per questo lo idealizza e gli rende difficile vivere all‘altezza del modello che gli ha imbastito addosso.
L‹intervento di altri tre personaggi, un giovane scrittore solitario, un attore pasticcione, e un galante diplomatico, farà sí che il triangolo si sfaldi e che si formino due coppie piú solide e meglio assortite.
Dunque, guardiamoci intorno.
Potremmo scoprire anche noi, come loro, che l‘amore è piú vicino di quanto pensiamo.
Rosario Tronnolone

ROSARIO TRONNOLONE, redattore del programma culturale di Radio Vaticana Orizzonti Cristiani, cura settimanalmente un programma di presentazioni editoriali, un magazine di attualità culturale e l‘appuntamento di critica cinematografica Effetto Cinema, oltre a riduzioni radiofoniche di romanzi e testi teatrali.
Regista e attore, ha curato le regie di La visita della vecchia signora di Dürrenmatt (2006), Il gabbiano di Cechov (2007), Il re muore di Ionesco (2008), Persona di Ingmar Bergman (2008), Mariti e mogli di Woody Allen (2009), Il leone d‘inverno di Goldman (2009), La voce umana di Cocteau (2010), Tradimenti di Pinter (2011), Hedda Gabler di Ibsen (2011-2012), Pietą di Saalbach (2012), Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman (2013), Il piccolo principe di Saint-Exupéry (2014), Vecchi tempi di Pinter (2014), Giovanna d‘Arco di Maria Luisa Spaziani (2015), L‘elisir d‘amore di Schmitt (2015), Lo zoo di vetro di Williams (2015-2016), e ha recitato in Variazioni enigmatiche di Schmitt (2013).
Nel centenario della nascita di Ingrid Bergman (1915-2015), ha collaborato al documentario Io sono Ingrid di Stig Bjorkman, presentato al Festival di Cannes 2015, e ha curato le mostre fotografiche I 62 volti di un‘attrice e Ingrid Bergman: Jag ar en Flyttfagel (Io sono un uccello migratore), alla Casa del Cinema di Roma, all‘Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma e all‘Ambasciata di Svezia a Roma. Ha diretto inoltre le letture drammatiche di La leggenda del Grande Inquisitore da I fratelli Karamazov di Dostoevskij (2010), di Assassinio nella cattedrale di Eliot (2011), de I dialoghi delle Carmelitane di Bernanos (2012), di Destinatario sconosciuto di K. Taylor (2012), de I giusti di Camus (2013), de La morte di Ivàn Il‘ic di Tolstoj (2014), de Il gran teatro del mondo di Calderon de la Barca (2015) e de I promessi sposi di Alessandro Manzoni (2016) presso la Chiesa del Gesł di Roma.
Recentemente ha curato la regia di 24 ore della vita di una donna di Stefan Zweig (2017) e Improvvisamente l‘estate scorsa di Tennessee Williams (2017).

     

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